Come ogni anno, il 19 marzo si è rinnovata a San Martino d'Agri la tradizione del Fuoco di San Giuseppe. Sono stati 5 i falò accesi ieri sera per l'occasione: due a San pietro ( uno in piazza e uno di fronte alla pizzeria) e tre in Paese ( alla "cuitura", a Piazzetta Aldo Moro e alla "tempa").
La scelta del rione Castelluccio per il "nostro" fuoco è stata quasi casuale e legata alla comodità del posto (facilmente raggiungibile con i mezzi): tuttavia, nonostante lo scetticismo iniziale si è rivelata una scelta azzeccata e caratteristica e ha contribuito a regalarci una serata un pò magica, quasi uguale a quella di qualche anno fa. In fondo è stato bello vedere la gioia negli occhi degli anziani, che con nostalgia ricordavano i tempi in cui ogni rione aveva il suo fuoco e ogni bambino partecipava alla gara del fuoco più grande. Ed è stato bello anche per noi ripensare alla nostra infanzia e alle nostre gare, perchè in fondo siamo stati gli ultimi a vivere questa tradizione, una tradizione che oramai sta scomparendo, persa nella fretta e nella noia della quotidianità moderna, nelle play station e nel mondo virtuale.
E' stata una bella serata, riscaldata dal calore dei ceppi e della brace, con le classiche patate sotto la cenere, il vino (non necessariamente doc) e i biscotti. E la musica dell'organetto, allegra e vitale, magistralmente suonato da vecchie e nuove generazioni, accompagnati dalla batteria e dalle voci dei pochi ardimentosi che continuano a conservare memoria delle canzoni della tradizione.
Un bella serata allegra che ci ha ricordato, forse, quanto è bello stare insieme in allegria, attorno a un grande fuoco.
Un grazie speciale a tutti quelli che hanno contribuito a rendere possibile la serata: innanzitutto ai ragazzi che hanno raccolto la legna e il resto, che hanno materialmente reso possibile la realizzazione del fuoco, e a chi il fuoco lo ha montato con maestria e perizia.
Grazie ancora a chi ha messo a disposizione i mezzi per trasportare il materiale e a chi si è preoccupato del vino, delle patate e del resto.
Infine, un grazie davvero speciale ai nostri musicisti: ai ragazzi che rappresentano la nostra speranza di preservare la tradizione e che, quindi, abbiamo il compito di incoraggiare e sostenere, e soprattutto a "Rafaiel' U bandista", che nonostante l'età (non la conosciamo con esattezza ma sicuramente vicina ai 90), non solo ha suonato ininterrottamente per quasi sei ore, ma è anche stato uno degli ultimi ad abbandonare la scena. Ovviamente grazie anche a quelli che alternativamente hanno accompagnato i nostri suonatori con cori appassionati.
Concludo ringraziando tutti quanti hanno partecipato alla manifestazione, con l'augurio che tutti insieme si possa far rivivere le tradizioni e tramandarle alle nuove generazioni.
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